Residenza per vacanze
Loc.Cammoro - Sellano (PG)
tel. +39 0742342313
Valnerina - UMBRIA - ITALIA
Ambiente boschivo, tranquillo e panoramico Raccolta funghi e tartufi Passeggiate, equitazione, pesca sportiva
L'Umbria ha avuto negli anni due appellativi :
"La Terra Santa d'Italia" e il "Cuore verde d'Italia", entrambi ben
meritati da questa regione che nel tempo si è conservata a misura d'uomo,
dove le antiche tradizioni sono ancora ben vive e si rispecchiano nella
qualità della vita, nella purezza e genuinità dei prodotti, nelle
splendide tracce lasciate nel paesaggio, dalla storia, dall'arte e dalla
cultura.
Le sue verdi valli, pur nella loro unitaria bellezza, hanno tratti
mutevoli: l'ampia valle del Tevere; la fertile valle che ospita il
Chiascio ed il Topino; la valle del Nera, ricca di angoli caratteristici
in una natura ancora selvaggia.
Ma il paesaggio Umbro talora si attarda in
un lago (Trasimeno, Piediluco); talora si ravviva in una cascata ardita
(Le Marmore) o di una limpida sorgente (Clitunno). Arte e Natura, paesaggio e
architettura, città e campagna appaiono in Umbria in una armonia perfetta.
L'Umbria è stata paragonata alla Terra Santa perchè, oltre ad avere un
paesaggio collinare molto simile a quello della terra dove nacque Gesù, è
stata nella storia portatrice di un altissima religiosità : basti pensare
a San Benedetto da Norcia, San Francesco d'Assisi, Santa Rita da Cascia,
Santa Chiara, fra' Jacopone da Todi, Sant'Ubaldo a Gubbio.
ll fervore religioso ha lasciato nella terra umbra un'impronta significativa: si pensi ad
Assisi, Gubbio, Norcia, Cascia, con chiese e conventi di
incomparabile bellezza, Spoleto e Orvieto con le loro
meravigliose cattedrali.
L'Umbria è ai primi posti in Italia
per livello di qualità della vita : la tradizione civile della
popolazione, la sua storia così variata e interessante, hanno generato un
ambiente sociale caratterizzato da un alto grado di civiltà, da grande
spirito di tolleranza, da un intelligente e diffuso coinvolgimento nella
gestione dei problemi comuni. Tutti conoscono le città d'arte umbre:
Assisi (con i capolavori di Giotto e Cimabue), Spoleto, Orvieto, Gubbio,
Spello, Trevi, Montefalco, Todi, Perugia, Città di Castello, ecc.: questa
è l'Umbria descritta da mille libri e che per la sua unicità è famosa in
ogni parte del mondo ed è meta di un turismo in costante aumento.
Vi è poi un'altra Umbria, che nei libri compare meno frequentemente ma che
non mancherà di affascinare il visitatore più attento : è la terra dei
vigneti, degli uliveti, dei boschi, dei Parchi naturali e delle piccole
città poste sulla cima dei colli.
Questa è anche la terra delle cantine produttrici dei grandi vini umbri,
dei frantoi che danno l'olio extra vergine d'oliva più saporito,
dei tartufi pregiati, delle aziende agricole che forniscono salumi, formaggi tipici e lenticchie.
La buona tavola in Umbria, è una tradizione e un'arte basata sulla qualità e genuinità di prodotti semplici
e dai sapori forti. Una grande abbondanza di prodotti dovuti alla
ricchezza ed alla grande varietà dei terreni e dei microclimi delle diverse zone.
Moltissimi sono i tipici prodotti dell'agricoltura umbra,
diversi tra loro ma accomunati dalla cura di chi li produce con tecniche
tradizionali, tramandate da generazioni, capaci di garantire genuinità e
qualità indiscusse.
L'Umbria è una regione collinosa,
ricca di acque, molto boscosa, i suoi terreni ben si prestano alla
coltivazione dell'olivo. L'aspetto collinare è l'ideale per esporre la
vite ai raggi del sole; il bosco, invece, offre un prodotto gastronomico
eccezionale: il tartufo. Le zone montane sono ricche di ottimi pascoli,
profumati di essenze rare : di qui lo sviluppo dell'allevamento del
bestiame e della produzione di latticini e formaggi.
L'Alta Valle del Tevere con la bellezza discreta dei suoi paesaggi,
l'assetto urbanistico dei suoi centri abitati, l'architettura dei suoi
principali monumenti offre al visitatore l'emozione di un viaggio a ritroso
nel tempo. Un viaggio ricco di suggestioni, di silenzi, che rimane impresso
nella memoria del visitatore per l'equilibrio tra ambiente rurale ed
urbano, per la dimensione umana dei suoi paesi e per la semplicità che lo
caratterizza.
Città di Castello,
principale centro dell'Alta Valle, è la città ideale da
dove poter iniziare un itinerario rinascimentale nella valle altotiberina,
grazie alle cospicue testimonianze artistiche lasciate dalla signoria
Vitelli a partire dal XV secolo.
Palazzi e chiese conservano una chiara impronta di derivazione toscana,
frutto degli intensi legami dei Vitelli con i Medici, signori di Firenze. I
due magnifici palazzi dei Priori e del Podestà testimoniano tale influenza.
Da non perdere è inoltre Palazzo Albizzini che conserva le opere di Alberto
Burri, il grande maestro contemporaneo nativo di Città di Castello, esposte
anche negli ex Essiccatoi Tabacchi, appena fuori città.
Città di Castello si è ormai affermata a livello internazionale anche come
sede di alcune importanti manifestazioni come il Festival delle Nazioni di
Musica da Camera, la Mostra Internazionale del Cavallo e la Mostra del
Tartufo e dei Prodotti del Bosco.
La gastronomia è, infatti, dominata dal tartufo bianco, più raro e di
profumo forte e inconfondibile, mentre l'artigianato si distingue per la
lavorazione del ferro battuto, per i lini operati a "occhio di pernice" o
il bisso con motivi spolinati, per la tipografia.
Gubbio
confermò la sua importanza di città-stato anche nel medioevo.
Il libero comune riuscì prima a resistere vittoriosamente alla lega delle città vicine capeggiate da Perugia,
riducendone l’influenza (1151), poi ad evitare l’umiliazione di una sconfitta da parte di Federico Barbarossa (1155),
che addirittura le concesse ulteriori privilegi. Da sempre in contraddizione con Perugia, Gubbio,
visse autonome vicende rispetto al resto della regione, sviluppando forti legami con le Marche,
come provano anche le sue espansioni verso l'opposto versante del Monte Catria,
dove ricostruirono Cantiano e Pergola come centri dipendenti.
Il momento di massimo splendore della città è egregiamente espresso nella grandiosa costruzione
della Piazza della Signoria, impropriamente chiamata così, perché precedente al periodo della signoria.
La piazza, che poggia su delle maestose costruzioni, si trova al centro della città,
in un posto scelto appositamente all’incrocio dei confini di tutti i quattro i quartieri.
Alle estremità della piazza si ergono i palazzi simbolo del libero comune:
il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Pretorio (o dei Priori).
Il primo fu realizzato fra il 1332 e il 1349;
un’iscrizione nell’architrave del portale lo attribuisce ad Angelo da Orvieto,
anche se c’è chi propone che vi fosse stato l’aiuto di un giovane Matteo di Giovannello,
detto Gattapone da Gubbio, visto che lo stile dell’edificio è così diverso da quello
del Palazzo Comunale di Città di Castello, sempre firmato da Angelo da Orvieto.
Oltre alla famosa Corsa dei Ceri il 15 Maggio,
a Gubbio, a fine maggio si svolge il Palio della Balestra, una sfida in costume medievale
(se ne ha notizia fin dal 1410) tra la Società Balestrieri Eugubina e quella di San Sepolcro con balestre medievali da
postazione, che ha luogo sulla suggestiva Piazza della Signoria.
Oltre a delle prove di abilità dei sbandieratori, al termine della giornata, si snoda un corteo storico attraverso
le vie cittadine illuminate con fiaccole.
A giugno invece si svolge il Giro turistico dell’Eugubino, una
manifestazione, non ciclistica, bensì per auto e moto storiche d’epoca,
alla quale partecipano anche molti stranieri.
Tra luglio e agosto si svolge il Gubbio Festival, il cui cuore è costituito
dai “Corsi di perfezionamento musicale” tenuti da maestri di fama internazionale e frequentati da studenti
che arrivano da ogni parte del mondo. I maestri, insieme agli allievi più preparati, sono poi i
protagonisti di un programma di concerti che si svolgono in ambienti
caratteristici del centro storico.
Il 14 agosto, ha luogo il Torneo dei Quartieri, con più o meno lo stesso programma del Palio della Balestra, ma
questa volta il torneo è fra i quartieri della città.
A Natale infine, un’illuminazione lungo le pendici del Monte Ingino sopra
alla città propone l’Albero di Natale più grande del mondo.
Perugia
Il territorio del Perugino ripropone tutte le caratteristiche peculiari della regione.
Paesaggi incontaminati si alternano a centri storici di incomparabile bellezza.
Perugia può vantare un patrimonio storico-artistico-culturale vastissimo che raccoglie testimonianze
etrusche, romane, mediovali, rinascimentali, moderne, custodite all'interno dei suoi musei.
Perugia è inoltre la sede di importanti università (quella degli studi e quella per Stanieri) che ne fanno una
città cosmopolita, che si esalta durante Umbria Jazz, tra i principali appuntamenti jazzistici mondali.
Non meno affascinanti i centri di Corciano, Deruta, Torgiano con le loro strette viuzze e palazzi nobiliari.
Le colline e le campagne sono coltivate principalmente a viti, olivi,cereali. Florido è l'artigianato artistico,
ferro battuto, merletti,la gastronomia si và dall'olio, al vino, alla cacciagione, fino al cioccolato
ed alla pasticceria tipica.
Trasimeno
Incorniciato da un dolcissimo paesaggio coltivato a vite e ulivo, si
estende tra Umbria e Toscana, il Lago Trasimeno. Dalle sue acque
emergono tre isole: la Maggiore e la Minore in prossimità della riva
settentrionale, la Polvese nei pressi dell'angolo sud-orientale,
collegate ai principali centri rivieraschi dalle navi dell'Azienda
Perugina di Mobilità.
L'Isola Maggiore, l'unica abitata, conserva ancora oggi il
caratteristico aspetto del villaggio quattrocentesco creato dai
pescatori. Nel 1213 vi si recò in eremitaggio per la Quaresima S.
Francesco d'Assisi, è possibile vedere la Cappella che ricorda lo
sbarco e lo scoglio dove si soffermò a pregare. L'Isola Polvere,
abitata da una numerosa comunità fino alla fine degli anni cinquanta,
è la più estesa delle tre isole è proprietà della Provincia di Perugia
ed è destinata a parco pubblico. Conserva interessanti memorie storiche
come: il Castello di S. Secondo, la Chiesa di S. Giuliano e un
Castello del XIV sec. Da visitare, di recente costruzione, il Giardino
delle Piante Acquatiche sotto la guida del personale del Parco
scientifico-didattico dell'isola.
Le rive del Trasimeno sono punteggiate da centri turistici, tra i
quali spiccano Passignano, Tuoro, Castiglion del Lago, Magione. Per
proteggere la bellezza della sua area è stato istituito, con Legge
Regionale, il Parco Naturale del Trasimeno. Vi si possono praticare
tutti gli sport nautici ed è un vero paradiso per i pescatori e per
gli amanti del turismo all'aria aperta. Il luccio e la pregiata carpa
"in porchetta" sono le specialità culinarie del Lago Trasimeno, mentre
i pizzi d'Irlanda e i merletti al Tombolo danno lustro all'artigianato
locale.
Assisi
Adagiata sopra uno sperone del Monte Subasio, in posizione dominante rispetto
ad una verdeggiante collina, Assisi, luogo di nascita di S. Francesco
con i capolavori dell'arte medievale e con tutti i suoi luoghi
Francescani, è stata dichiarata nel 2000 Patrimonio Mondiale
dell'Umanità dall'Unesco.
Nella parte alta della città si erge la Rocca Maggiore, splendido
esempio di architettura militare del XIV sec., che per diversi anni
ospitò Federico II di Svevia, da qui partono le mura che cingono la
città fortificandola.
Scendendo si arriva al Duomo di S. Rufino, patrono della città, è un
edificio romanico del XII sec caratterizzato da una magnifica
facciata. Nel fonte battesimale furono battezzati S. Francesco e S.
Chiara e il futuro imperatore Federico II di Svevia.
Proseguendo si arriva alla Piazza del Comune centro della città, luogo
che prima ospitava il foro romano, al quale si può tuttora accedere.
Vi sorgono: il Palazzo del Capitano del Popolo (XIII sec.), affiancato
dalla Torre del Popolo (XIII sec.). Il Tempio della Minerva, attiguo
alla Torre del Popolo, è una splendida testimonianza di edificio
templare del I sec. a.C. riconvertito nel XVI sec. nella Chiesa di S.
Maria sopra Minerva. Sul lato meridionale della piazza vi è il Palazzo
dei Priori costruito tra il XII e il XV sec.
Dalla Piazza dirigendosi verso est si giunge alla Chiesa di S. Chiara,
esempio di architettura gotica italiana del XIII sec. All'interno in
un urna di vetro sono conservati i resti mortali della Santa,
nell'annessa Cappella di San Giorgio sono custoditi: le reliquie di S.
Francesco e S. Chiara e il Crocefisso, che secondo la tradizione
avrebbe parlato a S. Francesco nella Chiesa di S. Damiano.
Percorrendo via S. Francesco, ad ovest della Piazza del Comune, si
giunge alla Basilica di S. Francesco, iniziata due anni dopo la morte
del Santo nel 1228 e conclusa intorno agli anni Ottanta del XIII sec.
La Basilica è costituita dalla sovrapposizione di due chiese:
l'Inferiore e la Superiore accanto alle quali sorge un grande
campanile romanico.
La Basilica Inferiore, scura e tozza, a navata unica, è composta da
quattro campate interamente ricoperte dagli affreschi del Duecento e
del Trecento. Questi sono opera di diversi artisti: Simone Martini
(1284-1344 circa), un discepolo di Giotto e il suo allievo Maso ed
infine la scuola di Pietro Lorenzetti.
La Basilica Superiore si distingue per la navata slanciata, inondata
di luce grazie alle alte finestre ornate da splendide vetrate.
Affreschi di Cimabue e il famoso ciclo di Giotto che ricorda la vita
di San Francesco (1296-1304)Da vedere anche: la Chiesa di S. Pietro, l'Eremo delle Carceri, S.
Damiano e la Chiesa di S. Maria degli Angeli che custodisce la
Porziuncola.
Spoleto
Facilmente raggiungibile in auto, treno o aereo, a poche ore da centri come Roma,
Firenze, Assisi, Orvieto, Perugia o Siena, Spoleto si presta a fungere
da trampolino ideale per qualunque escursione alla scoperta del "Bel
Paese".
Perennemente a cavallo del tempo, Spoleto divide la sua anima tra il
passato e il presente. Tra i vicoli e i selciati di un centro storico
ancora impregnato di passi antichi, il lavoro quotidiano si intreccia
con arte e cultura, con sensibilità e spirito creativo.
Spirito che esplode in giugno, quando Spoleto celebra i fasti del suo
orgoglio più moderno: il Festival dei Due Mondi.
Ma sarebbe riduttivo limitare al Festival gli attributi di una località
che si propone continuamente in prima fila nel campo degli eventi
culturali: basti pensare alle attività del Centro Studi sull'Alto
Medioevo, a quelle del Teatro Lirico Sperimentale, ai carnosi
programmi di prosa e di concerti che, per tutta la stagione, rendono
Spoleto un palcoscenico invidiabile al centro dell'Italia che conta.
Le perle della città sono lo stupefacente Duomo romanico, la Basilica
paleocristiana di San Salvatore, la Chiesa di San Pietro, il Teatro
Romano, il Museo Civico ed il Ponte Sanguinario. Mentre veglia, su
tutto e tutti, la sagoma della trecentesca Rocca Albornoziana,
maestosa e severa, simbolo di una Spoleto guerriera che contrasta con
l'aura solare, calda, quasi bizantina della città ai suoi piedi.
Città che mantiene intatto, intorno a sé, un dolcissimo circondario di
verde, di boschi, di uliveti, di eremi e di pievi, di poderi e di
sentieri che si arrampicano sulle alture, in una forse ineguagliabile
sintesi di cultura e di natura.
E' in un simile crogiuolo di storia e tradizione, di usi e suggestioni
che si è stratificato il gusto della cucina locale, irta di sapori
decisi e di delicatezze inaspettate.
Accarezzate dai bianchi gentili e dai rossi corposi di una cultura
enologica antica, le specialità gastronomiche affondano le loro radici
nel passato; una ragione in più per conservare del comprensorio
spoletino un ricordo speciale e magari per portare con sé alcune dei
prodotti artigianali della fertile terra umbra: olio, vino, funghi,
insaccati, tartufi, miele, castagne.
Todi
Posta su un colle dominante uno dei paesaggi considerati tra i più
belli ed incontaminati dell'Umbria, il profilo di Todi appare tutto,
anche nella ricchezza dei monumenti, percorrendo la valle del Tevere.
La città ha conservato intatto il suo fascino medioevale, integrando
in maniera egregia il tessuto urbanizzato e la campagna che la
circonda al punto di ricevere, da una famosa università americana, il
titolo di "città più vivibile del mondo".
Arrivando in città, il primo grande edificio che si incontra è la
Chiesa di Santa Maria della Consolazione, realizzata su probabile
progetto del Bramante è uno dei capolavori architettonici del
Rinascimento, iniziata nel 1508 ed ultimata nel 1606.
Salendo in città, si arriva in Piazza della Repubblica dove sorge la
Chiesa di San Fortunato, costruzione gotica del 1292 ultimata nella
seconda metà del 1400, nella cui cripta è sepolto Jacopone da Todi, il
poeta religioso più rappresentativo del Duecento.
Imboccando Via Mazzini, subito sulla destra, vi è il Teatro Comunale,
costruito nel 1872, sede oggi di importanti rappresentazioni e cuore
del "Todi Festival".
Da lì si arriva a Piazza del Comune, fulcro del centro storico
ritenuta una delle più belle piazze d'Italia, sia per la sua grandezza
che per i monumenti che vi si affacciano: il Duomo, dedicato a Santa
Maria Assunta (XIII - XIV sec.), il Palazzo del Capitano (1293), al
cui interno si trova la Pinacoteca, con importanti opere pittoriche,
di ceramica, oreficeria, ecc. e il Museo Etrusco-Romano che custodisce
oggetti provenienti da scavi archeologici nel territorio tuderte.
Collegato con il Palazzo del Capitano e, come questo, interamente
poggiato su grandi piloni, il Palazzo del Popolo, uno dei più antichi
palazzi comunali italiani (1214).
A sud della Piazza il Palazzo dei Priori, edificato tra il 1293 e il
1347, costruito anch'esso in forme gotico-lombarde, ma più volte
trasformato. In alto, sulla facciata, l'Aquila tuderte in bronzo e,
sull'angolo, la torre trapezoidale. Superando Palazzo del Popolo si
arriva in Piazza Garibaldi, dalla quale si può godere di una stupenda
vista panoramica sulla valle del Tevere fino a Perugia.
Uno degli angoli più caratteristici e suggestivi è, infine, quello del
Mercato Vecchio, con imponenti ruderi romani, noti come i Nicchioni,
risalenti alla prima metà del I sec. a.C.
Valnerina
Situata nella parte più montagnosa e pittoresca dell'Umbria, la
Valnerina, è il cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La
Valnerina è apprezzata da chi vuol fuggire lo stress e il caos delle
grandi città e da chi vuol ristabilire i salutari legami con la
natura. Centri importanti di questa stupenda valle sono Norcia e
Cascia.
Norcia,
patria di S.Benedetto, patrono d'Europa, trasuda storia da ogni suo angolo: non
soltanto dai monumenti maggiori (Basilica di S. Benedetto, Palazzo
Comunale, Castellina ed altri), ma dal suo stesso tessuto urbanistico,
dalla cerchia delle mura ancora intatta, dal cospicuo patrimonio
archivistico e da una copiosa quantità di oggetti d'arte antichi e
moderni che impreziosiscono il suo comprensorio.
Accanto ai pregi ambientali e paesaggistici, si distingue per la sua
vocazione turistico-sportiva, grazie alla quale si è fatta un nome
come sede di ritiro estivo per società sportive del massimo livello,
mentre i vellutati piani di Castelluccio sono stati definiti la
migliore scuola di volo libero d'Europa.
Per i buongustai, infine, Norcia è un vero e proprio paradiso:
insaccati, tartufo nero, formaggi, lenticchie sono alla base di una
cucina gustosa e genuina imperniata soprattutto sulla tradizionale
"norcineria".
Cascia,
nota in tutto il mondo per aver dato i natali a Santa Rita, presenta la caratteristica
struttura di castello di pendio, sovrastato dall'alto dai ruderi della
Rocca e dall'ex convento di Sant'Agostino e lambito a valle dal fiume
Corno. Le antiche origini di Cascia sono attestate da resti romani,
ruderi di castelli e torri medievali. Meta di consistenti flussi di
turismo religioso il Santuario di Santa Rita. Nel vicino Monastero
sono conservate le memorie della Santa. L'itinerario prosegue verso
Roccaporena, in stupenda posizione arroccato tra le montagne, dove la
Santa nacque nel 1831. Da non perdere: la casa natale e maritale di
S.Rita, l'orto dei miracoli e lo Scoglio della Preghiera. Anche le
principali manifestazioni locali sono legate alle tradizioni del culto
ritiano. Il 21 maggio con la Luminaria iniziano i festeggiamenti, che
proseguono il 22 maggio con il Corteo storico in costume dell'epoca e
con la benedizione delle Rose e si concludono a Roccaporena la quarta
domenica di giugno con la festa delle rose e delle "Rite".
Orvieto
Al confine con il Lazio, ad un passo da Roma il comprensorio lambito
dalle principali vie di comunicazione risulta facilmente raggiubile.
Molteplici le sfumature del paesaggio : verdi pascoli, vigneti,
uliveti, boschi lussureggianti, che si riflettono nelle fresche acque
di ruscelli, laghi (Piediluco, Corbara). La città di Orvieto, alta
sulla sua rupe tufacea domina il paesaggio. Importante centro etrusco,
Orvieto è ricca di reperti archeologici di grande pregio, visitabili
come quelli di Narni, particolarmente rinomato in tutto il mondo il
vino bianco Orvieto Classico.
Terni
Capoluogo di provincia, è nota per la Festa degli Innamorati di San
Valentino e per la cascata spettacolare delle Marmore; alcuni centri e
aree rilevanti sono Calvi, Amelia, Otricoli, Narni, Carsulae.
L'artigianato tradizionale si distingue per la lavorazione dell'oro, i
costumi, le maschere, le maioliche, il ferro battuto ed i mobili in
legno.
Le colture prevalenti sono l'olivo e la vite. La cucina conserva
intatte le tradizioni popolari : cacciagione, funghi, tartufi e la
"porchetta", le principali specialità.